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Rete aeroportuale

La Calabria è dotata di 3 aeroporti civili aperti al traffico commerciale nazionale e internazionale (aeroporto di Lamezia Terme, aeroporto di Reggio Calabria e aeroporto di Crotone) che si differenziano tra loro per classe di appartenenza, caratteristiche strutturali e servizi offerti. Secondo la classificazione riportata nel “Regolamento per la Costruzione e l’Esercizio degli Aeroporti” predisposto dall’ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (edizione 2 del 21/10/2003), l’aeroporto di Lamezia Terme risulta di classe 4D, mentre gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone sono di classe 4C. Il codice alfanumerico di classificazione dipende dalle caratteristiche di pista dell’aeroporto; nel codice, il simbolo numerico è riferito all’aeromobile che necessita di maggior corsa durante la fase di decollo, mentre quello alfabetico individua l’intervallo di apertura alare o di larghezza massima del carrello principale dell’aeromobile più grande che può operare nell’aeroporto, vincolante per esigenze di manovra nelle fasi di rullaggio al suolo e sosta nel piazzale.

Gli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria fanno parte dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti) definito nel 2001 dal Piano Generale dei Trasporti e della Logistica; gli stessi aeroporti sono inoltre inseriti nel livello comprehensive della rete TEN-T (ovvero nello strato di base della rete TEN-T) definita a scala europea dal Regolamento (UE) 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013. Secondo invece il nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti, adottato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in data 25/09/2014, l’aeroporto di Lamezia Terme rientra tra gli 11 aeroporti nazionali strategici, mentre gli altri 2 aeroporti calabresi (Reggio Calabria e Crotone) appartengono ai 26 aeroporti di interesse nazionale che, per poter rimanere tali, dovranno perseguire le 2 seguenti condizioni:

a) capacità di ricoprire un ruolo ben definito all’interno del bacino di riferimento, con una sostanziale specializzazione dello scalo e una riconoscibile vocazione dello stesso (da dimostrare mediante un piano industriale);

b) capacità di dimostrare il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, anche a tendere, purché in un arco temporale ragionevole (da dimostrare mediante un piano industriale corredato di un piano economico-finanziario).

 

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